Ilva, la gara a tre resta aperta, battaglia sui fondi per la bonifica


La partita sull’ex Ilva è ancora aperta. Tre le offerte per acquisire le Acciaierie d’Italia: gli indiani di Jindal, gli azeri di Baku Steel e gli americani di Bedrock. Nuova data per decidere sarà a metà marzo, forse il 14. Lo hanno deciso ieri in un vertice interministeriale, i ministri Urso (Imprese), Calderone (Lavoro), Foti (Politiche europee e Pnrr), Pichetto Fratin (Ambiente) e Giorgetti (Economia). «C’è ogni possibilità di migliorare le proposte in un confronto che viene fatto con i commissari» ha detto Urso.

Si valuta pure una partecipazione di Invitalia come socio di minoranza. Si è detto anche che i favoriti sarebbero gli imprenditori azeri, ma il governo cerca di tenere alta la tenzone, probabilmente per tirare sull’offerta. «Si portano avanti strani tavoli e incontri con imprenditori», che «non hanno nulla a che fare con la trasparenza» ha lamentato Raffaella Paita (Iv). In parlamento si cerca nel frattempo di sciogliere il nodo sui fondi per le bonifiche. Il dl ex Ilva tagliava 250 milioni provenienti dalle confische ai Riva per destinarli alla continuità produttiva. Le opposizioni chiedono il ripristino del fondo.

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