Con 163 voti favorevoli, 40 contrari e 57 astensioni, la Camera dei Deputati ha approvato il disegno di legge sulla partecipazione dei lavoratori alla governance delle imprese. Il provvedimento, nato da un’iniziativa della Cisl e sostenuto da una raccolta di oltre 400 mila firme, passa ora all’esame del Senato per l’approvazione definitiva.
Un risultato accolto con entusiasmo da Daniela Fumarola, Segretaria Generale della Cisl, che ha definito la legge un “passo fondamentale verso un traguardo storico per il mondo del lavoro e per l’intero Paese”.
Cosa prevede la legge sulla partecipazione al lavoro?
Il testo introduce quattro forme di partecipazione dei lavoratori: gestionale, economico-finanziaria, organizzativa e consultiva, con l’obiettivo di coinvolgere i dipendenti nelle decisioni aziendali e nei risultati economici.
- Partecipazione gestionale: i lavoratori potranno essere rappresentati nei consigli di amministrazione e nei comitati di controllo delle aziende, se previsto dai contratti collettivi.
- Partecipazione economico-finanziaria: nel 2025, una quota di utili aziendali destinata ai lavoratori (minimo 10%) sarà soggetta a un’imposta agevolata del 5%, fino a 5.000 euro lordi. Inoltre, i dividendi derivanti da azioni attribuite ai lavoratori saranno esenti al 50% fino a 1.500 euro.
- Partecipazione organizzativa: saranno istituite commissioni paritetiche tra imprese e lavoratori per migliorare i processi produttivi, il welfare e la qualità del lavoro. Le aziende potranno anche introdurre nuove figure di riferimento per formazione, retribuzioni, inclusione e benessere aziendale.
- Partecipazione consultiva: i rappresentanti dei lavoratori potranno esprimere pareri preventivi sulle scelte aziendali attraverso apposite commissioni.
Un aspetto innovativo della legge è anche l’introduzione di un diritto alla formazione continua di almeno 10 ore annue per i lavoratori coinvolti nei processi partecipativi. Inoltre, viene istituita una Commissione nazionale permanente per monitorare l’applicazione della legge e suggerire eventuali modifiche.
Fumarola: “Un passo avanti per il diritto alla partecipazione”
Secondo Fumarola, questa legge finalmente attua l’articolo 46 della Costituzione, che sancisce il diritto dei lavoratori a un coinvolgimento attivo nella gestione e negli utili delle imprese. “Dopo 77 anni – ha dichiarato – si sta finalmente concretizzando un principio fondamentale per la democrazia economica del Paese”.
La leader della Cisl ha sottolineato come il provvedimento mantenga intatti i principi cardine della proposta del sindacato, tra cui:
- la valorizzazione della contrattazione collettiva come strumento per regolare gli accordi partecipativi,
- il sostegno economico attraverso incentivi concreti,
- la formazione per i lavoratori coinvolti,
- il riconoscimento delle quattro forme di partecipazione (organizzativa, gestionale, economico-finanziaria e consultiva).
Un modello inclusivo per tutte le aziende
Fumarola ha evidenziato che la legge si applica a tutte le aziende, indipendentemente da dimensione, settore o natura giuridica, garantendo un modello inclusivo che coinvolge l’intero mondo produttivo. Particolare attenzione è stata riservata alle PMI, grazie al supporto di enti bilaterali e fondi interprofessionali.
La Segretaria Generale della Cisl ha anche ricordato che il provvedimento prevede uno stanziamento di 72 milioni di euro nella manovra finanziaria, per garantire la copertura degli incentivi previsti.
Ora che il testo passa al Senato, Fumarola auspica una rapida discussione e approvazione definitiva, evitando che la legge diventi terreno di scontro ideologico. “La partecipazione – ha concluso – è un principio democratico, una leva per la crescita e la competitività, non una bandiera di parte”.
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