Nino Tronchetti Provera:«Lanceremo un fondo da 400 milioni, con la quota riservata all’Italia intorno al 50%»
«È inutile girarci intorno, la soluzione può arrivare solo dall’industria. Che ci sia Trump o Biden alla Casa Bianca il mondo chiede ingredienti sempre più naturali per cibo e bevande, led per illuminare, vuole riciclare la plastica e avrà bisogno di pompe d’acqua. Dove la sostenibilità ambientale nelle aziende è autentica, si possono usare molte leve, dal debito all’equity. Ed è quello che facciamo da 17 anni». Nino Tronchetti Provera ha fondato Ambienta quando il vertice di Rio De Janeiro sull’emergenza climatica era una cosa da addetti ai lavori.
Traguardi raggiunti
La società di investimenti focalizzati sulla sostenibilità ambientale ha di recente raggiunto i 4 miliardi di euro di asset gestiti e conta al suo interno su 100 persone: «Abbiamo sempre creduto all’industria e nel 2024 le nostre 14 piattaforme, che gestiscono ormai più di 130 fabbriche con circa 12 mila dipendenti in giro per il mondo hanno ottenuto una performance industriale che negli ultimi cinque anni ha registrato un aumento annuo del 10% con un incremento dell’Ebitda del 14%». Dunque, ambiente e conto economico possono andare d’accordo, anzi. «I veri environmental champions, che sono trasversali, crescono tre volte più velocemente del resto dell’economia reale.
La raccolta «green» non conosce soste
Nell’anno dell’elezione di Trump abbiamo realizzato investimenti record, 400 milioni impiegati da noi per entrare nelle aziende direttamente con azioni e 200 milioni che provengono da soggetti terzi. I nostri fondi raccolgono risorse dai gestori internazionali dei fondi pensione, alle assicurazioni, ai grandi investitori in quattro continenti. Un segno preciso: l’interesse per l’ambiente vero, non l’ambientalismo, resta molto alto». A dicembre è stato chiuso il collocamento del più grande continuation fund al mondo mai realizzato nel settore green, un’operazione che vale quasi un miliardo cui aggiungere ulteriori risorse per 400 milioni. «Risorse che Ambienta ha finalizzato per proseguire nel percorso di crescita di Wateralia, una piattaforma che ha aggregato, tra le altre, Caprari e Calpeda, due aziende storiche di pompe d’acqua in Italia che hanno triplicato i ricavi e sestuplicato il margine negli ultimi tre anni». Obiettivo: «Farlo diventare uno dei leader mondiali in questo settore». Una raccolta realizzata in tre mesi: «In un momento in cui tutti dicono che il green è fuori moda a causa di Trump, noi abbiamo raccolto 500 milioni a zero sconto, in tutto il mondo.
Potenziare le Pmi
Le tendenze autentiche di sostenibilità sono un vento che soffia forte e soffierà sempre più forte e si svilupperà in tutto il mondo. Continueremo a lanciare nuovi prodotti». Ora l’obiettivo è un po’ un ritorno alle origini, le piccole e medie imprese. La spina dorsale dell’economia italiana. «Lanceremo un fondo da 400 milioni, al quale lavorerà una squadra dedicata a Milano e una squadra a Parigi, con la quota riservata all’Italia intorno al 50%. Vogliamo contribuire a rendere più solide queste imprese e farle diventare leader. E assumere».
Rendimenti oltre il 20%
Ma quali sono i settori? «Trasversali, si va dal food and beverage al packaging, dall’automazione industriale all’efficienza energetica. Pensi a Maccaferri, che realizza i gabbioni. Con i disastri climatici, gli argini dei fiumi stanno diventando un punto cruciale. Ecco, questo vuol dire industria sostenibile. Economia reale, non slogan. Ormai da 17 anni diamo ai nostri investitori un ritorno netto annuo di oltre il 20%. Abbiamo realizzato oltre ottanta investimenti e più o meno, da due terzi di questi investimenti, siamo usciti dopo aver contribuito alla crescita dell’impresa. Per 71 volte siamo stati i primi a individuare e a investire in queste società. Spesso al fianco della famiglia fondatrice. E la metà delle volte in Italia».
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