accordo provvisorio UE sulla revisione della Direttiva Quadro Rifiuti


L’Unione Europea ha raggiunto un accordo provvisorio sulla revisione della Direttiva Quadro Rifiuti, introducendo nuovi obblighi per la gestione sostenibile dei rifiuti tessili. L’intesa prevede l’implementazione di schemi di responsabilità estesa del produttore (EPR) per il settore tessile, con misure specifiche per le microimprese, che beneficeranno di un approccio più flessibile.

Confartigianato ha contribuito in modo significativo alla definizione delle nuove regole, ottenendo importanti concessioni a favore delle piccole e microimprese del settore moda e artigianato tessile. Il compromesso raggiunto rappresenta un passo avanti nella regolamentazione del settore, combinando obiettivi ambientali con la necessità di tutelare le imprese artigiane.

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Le novità della direttiva e il ruolo di Confartigianato

L’accordo provvisorio introduce un sistema armonizzato per la gestione dei rifiuti tessili in tutta l’UE, con l’obiettivo di ridurre l’impatto ambientale e favorire il riciclo. Tuttavia, le nuove normative hanno tenuto conto delle richieste di Confartigianato, che ha sottolineato la necessità di un sistema più equo per le imprese artigiane e le piccole attività produttive.

Tra le modifiche più significative ottenute grazie all’azione di Confartigianato, ci sono:

  • Inclusione delle microimprese negli schemi EPR con criteri semplificati: le aziende di dimensioni ridotte saranno coinvolte nel sistema, ma con oneri e procedure semplificate per evitare costi eccessivi.
  • Proroga di 12 mesi per l’adeguamento: le microimprese avranno un anno di tempo in più rispetto alle grandi aziende per conformarsi alle nuove regole.
  • Esclusione dei prodotti tessili su misura: i capi realizzati su ordinazione, tipici del lavoro artigianale, non rientreranno negli obblighi previsti dagli schemi EPR, evitando così un peso burocratico aggiuntivo.

Impatto sulle microimprese del settore tessile

Le nuove misure della Direttiva Quadro Rifiuti mirano a ridurre gli sprechi e incentivare il riciclo dei tessuti, ma senza mettere in difficoltà le piccole aziende artigiane. Confartigianato ha sottolineato l’importanza di considerare il ruolo delle microimprese, che rappresentano una parte fondamentale della filiera della moda sostenibile.

Grazie alle concessioni ottenute, le imprese artigiane potranno:

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  • Adeguarsi alle nuove norme senza subire costi eccessivi.
  • Continuare a produrre capi su misura senza rientrare in obblighi normativi penalizzanti.
  • Avere un periodo di transizione più lungo per adottare le nuove pratiche di gestione dei rifiuti tessili.

Cosa cambia per il settore moda e tessile in Italia

Con questa revisione della Direttiva Quadro Rifiuti, l’Unione Europea stabilisce un quadro normativo più rigido per la gestione sostenibile dei rifiuti, ma l’accordo raggiunto rappresenta un compromesso equilibrato tra sostenibilità e tutela delle piccole imprese.

In Italia, il settore tessile artigianale gioca un ruolo chiave nell’economia e nell’identità culturale del Paese. Le misure ottenute da Confartigianato permetteranno agli artigiani e alle PMI del comparto moda di continuare a operare in un contesto normativo più favorevole, senza rinunciare agli obiettivi ambientali fissati dall’UE.

Con questa nuova regolamentazione, si punta a:

  • Migliorare la gestione dei rifiuti tessili e ridurre l’impatto ambientale della moda.
  • Incentivare pratiche di riciclo e riutilizzo all’interno della filiera produttiva.
  • Proteggere le piccole imprese con misure su misura che ne garantiscano la sostenibilità economica.

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